Visualizzazione post con etichetta racconti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta racconti. Mostra tutti i post

4 ott 2011

il ragno e la farfalla


Questo è il titolo di una storia inventata da Alessandro e con il mio aiuto diventata un biglietto ed una filastrocca.

se non parte l'animazione del biglietto, cliccateci su in modo da vederla

Tutto è iniziato con la voglia di Alessandro di inventare una storia. Ha preso carta e penna ed ha cominciato a scrivere.
La sua storia inizia così:
poi me l'ha fatta vedere ed abbiamo cominciato a fantasticare insieme su come potesse svilupparsi. Non volevamo farla finire come realmente accadrebbe in natura (ndr. il ragno che mangia la farfalla) e così abbiamo addolcito un po' la storia rendendo il finale migliore.

Ecco la filastrocca che ne è nata:

un  piccolo  ragno  fa  la  ragnatela
tesse  tesse  da  mattina  a  sera

una  farfalla  vola  lì  vicino
e  non  si  accorge  del  pericoloso  filo
 
in  fretta  in  fretta  resta  appiccicata
e  lei  pensa  di  essere  spacciata

ma  il  ragnetto non  la vuole  mangiare
solo  suo  amico  vuole  diventare

si  avvicina  per  tranquillizzarla
e  le  spiega  che  non  vuole  mangiarla

la  farfalla  gli  fa  un  bel  sorriso
ed  anche  al  ragno  si  illumina  il  viso

lui  la  libera  dalla  ragnatela
e  lei  felice  danza  fino  a  sera

ragno  e  farfalla  ora  sono  amici
e  da  quel  giorno  giocano  insieme  felici



Una volta finita la filastrocca Alessandro ha voluto farne un biglietto da regalare alla maestra, lo ha pure abbellito con i disegni.

...qui sotto, la visione di un particolare.

Il mio ometto era tutto orgoglioso del lavoro svolto ed anche la maestra ne è rimasta contenta. Io? Beh... potete immaginarlo! :)))


PS: Come avrete potuto intuire il mio pc adesso si è ripreso anche se è sotto osservazione perchè c'è ancora qualcosa che non va... sperando che non mi pianti di nuovo son tornata!

18 gen 2011

Il mistero dei “caduti”

Il sole è caldo e splendente nel cielo. L’aria tempestata di voci di bambini schiamazzanti, risate cristalline e urla di gioia. Ogni tanto però questa gioia viene interrotta da un “ahi”. Tra i giochi così movimentati qualche bambino finisce ruzzoloni sull’erba. Una sbucciatura sul ginocchio, qualche graffio qua e là, ma niente di serio.
Elena gioca a rincorrere Arianna “ti prendo, attenta a te che sto arrivando”... ma dopo poco boom, Arianna finisce in terra... patapoom... anche Elena la segue a ruota... proprio nello stesso punto, vicino a quel cespuglio ai margini del cortile.
Sembra quasi una coincidenza ma... corre Alessandro e “ooooooooooohhhhhhhhhh” con un grande scivolone finisce lungo lungo per terra. Lo stesso succede anche a Francesco e Giovanni. Ma possibile che tutti sono così sbadati da cadere? E tutti proprio lì?
Elena seguita da tutti gli altri decide di non passare più di là; che ci sia qualcosa di strano è certo ma non sapendo cos’è, meglio starci alla larga.
Il problema è che nemmeno questo risolve la questione perchè le cadute continuano ad esserci anche se dall’altro lato del cortile. Guardando e riguardando vicino al cespuglio non si vede niente di strano o sporgente che possa fare inciampare i bambini, eppure si vedono continuamente bambini venir giù come birilli del bowling. E dopo è tutto un singhiozzare e lamentarsi.
“Basta!” è il coro unanime dei bambini, “questa situazione deve finire”.
E si dirigono verso le maestre.
Loro li stanno ad ascoltare attentamente, ma non prendono molto sul serio la storia che ci sia qualcosa di misterioso e difatti li liquidano con un “ma no dai.. sarà che siete sempre molto distratti, state più attenti e vedrete che non succederà più niente”.
I bambini però sanno che non è per quello che si verificano tutte quelle cadute e devono assolutamente trovare qualcuno che li ascolti davvero e risolva il problema.
Pensa che ti ripensa Elena ha un’illuminazione: “Ma certo! Come ho fatto a non pensarci prima... io conosco chi ci può aiutare: è Zia Mia!”
“Zia Mia? E chi è?”
“E’ la persona che fa per noi, fidatevi!”.
Non avendo altre alternative i bambini accettano di buon grado l’intervento di questa Zia Mia.
In men che non si dica, appena Elena la chiama, ecco che arriva Zia Mia. Si fa spiegare tutto per filo e per segno mentre durante il racconto con smorfie buffe del viso e cenni della testa ascolta tutto attentamente.
Alla fine si illumina ed esclama: “Ho capito tutto, abbiate fiducia in me. Risolverò la questione”. E scappa dietro al cespuglio.
Si sentono bisbigli e movimenti di foglie, Zia Mia è praticamente dentro al cespuglio intenta in una specie di lotta. Volano foglie e gemiti... cosa sarà?
Con i capelli arruffati, eccola uscire dal cespuglio dicendo: “da adesso in poi non accadrà più nulla di spiacevole per voi bambini, anzi se vorrete potrete avere un amico in più!”
“????????”
Tutti i bambini guardano Zia Mia con aria interrogativa e allora lei inizia a spiegare indicando la mano destra intenta a tenere appesa qualcosa.
“Vedete questo furbetto? E’ lui il colpevole!”
“Ma Zia Mia quale furbetto? qui non c’è nessuno”
“Ah già che sbadata, voi non potete vederlo, è Zac un folletto birichino che annoiato dal suo mondo ha deciso di venire qui per divertirsi. Io lo conosco da tempo perchè ci siamo già incontrati, ma non avrei mai pensato che per divertirsi avrebbe fatto del male a dei bambini. Adesso però è pentito, si scusa e vorrebbe chiedervi di diventare suoi amici. Voi che ne dite?”.
I bambini ci pensano un po’ su, si consultano e poi all’unanimità e con grida di entusiasmo "SIIIIIIIIIIII" decidono di adottare Zac come loro amico.
Da allora niente più cadute accidentali, niente più dispetti da parte di Zac che insieme a quei bambini impara nuovi giochi per scacciare la noia e cerca anche di aiutarli se sono in difficoltà.
Le maestre ancora si chiedono come faccia la palla incastrata tra i rami degli alberi a cadere giù dopo che i bimbi dicano ZAC.. che sia una parola magica? Per le maestre tutto questo rimarrà un mistero...

9 mag 2010

il Rubamamme

Era una bella mattina di sole. Un primo raggio colpì il dolce viso della piccola Elena ed ecco che piano piano aprì gli occhi e si svegliò. «Mamma» chiamò come ogni mattina, ma la mamma stranamente non rispose, lei che ogni mattina l’accoglieva con un «Buongiornooo, bensvegliaataaa» insieme ad un sorriso e ad un bacio. «Mamma» chiamò ancora. Ma la mamma non rispose. «Mamma dove sei?».
Sempre più preoccupata Elena andò in giro per casa a cercarla. Niente! La mamma era proprio sparita. Ma dove poteva essere?
Ad un certo punto guardando meglio l’uscio di casa si accorse che vi era appeso un foglio tutto unto e stropicciato, con una grossa macchia di inchiostro. A stento si riusciva a leggere quello che c’era scritto: «Ho preso io la tua mamma e prenderò tutte le mamme del mondo!» «Noooo» disse Elena e si mise a piangere «Io voglio la mamma».
Ma dopo un attimo di smarrimento decise di chiamare la cuginetta Giorgia per cercare insieme a lei una soluzione al problema. Prese il telefono, compose il numero e aspettò. La linea era libera, a casa di Giorgia il telefono squillava. «Pronto, sigh, sigh» rispose una piccola vocina piagnucolante. Era Giorgia. Elena le chiese perché piangesse. «Ha preso la mia mamma – riuscì a dire singhiozzando – è stato il Rubamamme» «Oh no, ha preso anche la tua mamma. La cosa sta diventando sempre più grave, dobbiamo agire in fretta Giorgia e salvare le nostre mamme». Giorgia asciugandosi gli occhi disse: «Ma come facciamo da sole, noi che siamo così piccole? dobbiamo farci aiutare da qualcuno».
Già, ma da chi? Sicuramente non dai papà, perché il Rubamamme, impaurito dalla loro presenza, poteva fare del male alle mamme. Ci voleva una persona dall’aspetto fragile e timoroso ma dall’animo forte e coraggioso: ZIA MIA! Sì, era l’unica persona che poteva aiutarle. Lei del resto non era una mamma, per cui il Rubamamme non l’avrebbe portata via, così come aveva fatto ormai con tutte le altre mamme.
Zia Mia in un lampo accorse in aiuto delle due piccole e di tutti i bambini ai quali il Rubamamme aveva preso la mamma. Non si sa come, ma da piccoli indizi, riuscì subito a scoprire il suo nascondiglio. E andò da lui.
Zia Mia non aveva la forza nelle braccia, ma aveva un’arma che in questo caso serviva più dei muscoli, la loquacità! Era un’abile chiacchierona ed infatti riuscì subito a stabilire un contatto col Rubamamme e si fece raccontare la sua storia.
Tutto era nato da un equivoco che l’aveva portato a litigare con la sua mamma. Era un tipo troppo orgoglioso per andare da lei a chiederle scusa e così, poiché gli mancavano le coccole della mamma, le sue ninnananne, i suoi sorrisi e i suoi baci, decise di farseli fare dalle altre mamme (anche se non era certo la stessa cosa).
Zia Mia ebbe un lungo dialogare con lui, alla fine gli disse: «Ascolta il mio consiglio, lascia libere tutte le mamme e corri dalla tua ad abbracciarla. Non devi dirle nulla, solo guardarla occhi negli occhi e darle un fortissimo abbraccio, lei sicuramente capirà che sei pentito e ti perdonerà».
Il Rubamamme fece come aveva detto Zia Mia ed infatti fu accolto dalla sua mamma a braccia aperte e si fece coccolare per molto, moltissimo tempo.
Lo stesso fecero Elena, Giorgia e tutti gli altri bambini, ognuno con la propria mamma.
Zia Mia aveva riportato nuovamente l’amore in ogni famiglia e così Elena ad ogni risveglio poté nuovamente sentirsi dire «Buongiornooo, bensvegliaataaa» dalla voce calda e amorevole della sua mamma.


......................................


Questa è una storia che ho inventato qualche anno fa, ma che casualmente ho riscoperto da poco in una cartella del pc. Elena, che ovviamente non la ricordava più, ne è rimasta entusiasta... e voi, cosa ne pensate?

.............................


Prima di chiudere questo post non posso non augurare
alla mia mamma ed a tutte le mamme del mondo
i migliori AUGURI per questo giorno di festa!!!

Se non esistessero le mamme bisognerebbe inventarle!
Un bacio Mamy, ti voglio tanto bene
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...