09 mag 2010

il Rubamamme

Era una bella mattina di sole. Un primo raggio colpì il dolce viso della piccola Elena ed ecco che piano piano aprì gli occhi e si svegliò. «Mamma» chiamò come ogni mattina, ma la mamma stranamente non rispose, lei che ogni mattina l’accoglieva con un «Buongiornooo, bensvegliaataaa» insieme ad un sorriso e ad un bacio. «Mamma» chiamò ancora. Ma la mamma non rispose. «Mamma dove sei?».
Sempre più preoccupata Elena andò in giro per casa a cercarla. Niente! La mamma era proprio sparita. Ma dove poteva essere?
Ad un certo punto guardando meglio l’uscio di casa si accorse che vi era appeso un foglio tutto unto e stropicciato, con una grossa macchia di inchiostro. A stento si riusciva a leggere quello che c’era scritto: «Ho preso io la tua mamma e prenderò tutte le mamme del mondo!» «Noooo» disse Elena e si mise a piangere «Io voglio la mamma».
Ma dopo un attimo di smarrimento decise di chiamare la cuginetta Giorgia per cercare insieme a lei una soluzione al problema. Prese il telefono, compose il numero e aspettò. La linea era libera, a casa di Giorgia il telefono squillava. «Pronto, sigh, sigh» rispose una piccola vocina piagnucolante. Era Giorgia. Elena le chiese perché piangesse. «Ha preso la mia mamma – riuscì a dire singhiozzando – è stato il Rubamamme» «Oh no, ha preso anche la tua mamma. La cosa sta diventando sempre più grave, dobbiamo agire in fretta Giorgia e salvare le nostre mamme». Giorgia asciugandosi gli occhi disse: «Ma come facciamo da sole, noi che siamo così piccole? dobbiamo farci aiutare da qualcuno».
Già, ma da chi? Sicuramente non dai papà, perché il Rubamamme, impaurito dalla loro presenza, poteva fare del male alle mamme. Ci voleva una persona dall’aspetto fragile e timoroso ma dall’animo forte e coraggioso: ZIA MIA! Sì, era l’unica persona che poteva aiutarle. Lei del resto non era una mamma, per cui il Rubamamme non l’avrebbe portata via, così come aveva fatto ormai con tutte le altre mamme.
Zia Mia in un lampo accorse in aiuto delle due piccole e di tutti i bambini ai quali il Rubamamme aveva preso la mamma. Non si sa come, ma da piccoli indizi, riuscì subito a scoprire il suo nascondiglio. E andò da lui.
Zia Mia non aveva la forza nelle braccia, ma aveva un’arma che in questo caso serviva più dei muscoli, la loquacità! Era un’abile chiacchierona ed infatti riuscì subito a stabilire un contatto col Rubamamme e si fece raccontare la sua storia.
Tutto era nato da un equivoco che l’aveva portato a litigare con la sua mamma. Era un tipo troppo orgoglioso per andare da lei a chiederle scusa e così, poiché gli mancavano le coccole della mamma, le sue ninnananne, i suoi sorrisi e i suoi baci, decise di farseli fare dalle altre mamme (anche se non era certo la stessa cosa).
Zia Mia ebbe un lungo dialogare con lui, alla fine gli disse: «Ascolta il mio consiglio, lascia libere tutte le mamme e corri dalla tua ad abbracciarla. Non devi dirle nulla, solo guardarla occhi negli occhi e darle un fortissimo abbraccio, lei sicuramente capirà che sei pentito e ti perdonerà».
Il Rubamamme fece come aveva detto Zia Mia ed infatti fu accolto dalla sua mamma a braccia aperte e si fece coccolare per molto, moltissimo tempo.
Lo stesso fecero Elena, Giorgia e tutti gli altri bambini, ognuno con la propria mamma.
Zia Mia aveva riportato nuovamente l’amore in ogni famiglia e così Elena ad ogni risveglio poté nuovamente sentirsi dire «Buongiornooo, bensvegliaataaa» dalla voce calda e amorevole della sua mamma.


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Questa è una storia che ho inventato qualche anno fa, ma che casualmente ho riscoperto da poco in una cartella del pc. Elena, che ovviamente non la ricordava più, ne è rimasta entusiasta... e voi, cosa ne pensate?

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Prima di chiudere questo post non posso non augurare
alla mia mamma ed a tutte le mamme del mondo
i migliori AUGURI per questo giorno di festa!!!

Se non esistessero le mamme bisognerebbe inventarle!
Un bacio Mamy, ti voglio tanto bene

5 commenti:

  1. Fantastica! Sei veramente creativa... ti viene bene tutto!

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  2. @ Cindry: sei sempre troppo buona. Grazie mille, ti abbraccio!

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  3. Ciao Lety
    grazie per avermi permesso di conoscerti...decisamente ho letto tutto d'un fiato la tua favola e l'ho trovata FAVOLOSA!!!
    Ti metto subito tra i blog che seguo per tenerti d'occhio perchè qui ho visto delle cose troppo interessanti.
    Tempo permettendo (ma dove lo vendono questo benedetto tempo???) cercherò postare il seguito della storia di Uccio e le sirene.
    A presto
    nonnAnna

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  4. @ nonnAnna: grazie per aver accettato il mio invito a leggere la storia e grazie mille per i complimenti, fatti da te valgono il triplo!
    Ah, quando trovi il negozio dove vendono tempo, informami che anch'io non ne ho mai abbastanza! ;)

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  5. Bellissima la tua storia Lety, sei un vulcano di idee e fantasia... inventi anche i racconti!!!
    bacioni eli

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